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Agevolazioni per ristrutturare casa(aggiornato il 13/05/2011)

La Legge di stabilità 2011 (ex Finanziaria) ha prorogato fino al 31 dicembre 2011 le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie e gli interventi di efficienza energetica.

Per quanto riguarda le ristrutturazioni edilizie, confermata la detrazione Irpef del 36%, fino al limite massimo di spesa di 48mila euro per ogni immobile sul quale vengono eseguiti gli interventi, da suddividere in dieci anni, che scendono a 3 e 5, rispettivamente, per proprietari anziani, aventi età di 75 ed 80 anni.

E' possibile beneficiare, inoltre, dell'Iva ridotta al 10% per tutti i lavori e le forniture di beni e servizi relativi ad interventi di restauro, risanamento conservativo e di ristrutturazione. Per i lavori di manutenzione l'Iva rimane invece al 20%.

Sono ammessi a fruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti coloro che sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, residenti o meno nel territorio dello Stato.

In caso di demolizione e ricostruzione di un fabbricato con ampliamento di volumetria, secondo le disposizioni previste dalla normativa regionale, in attuazione del ''Piano casa'', non sono applicabili le detrazioni del 36% e del 55%, riconosciute, rispettivamente, per gli interventi di recupero edilizio delle abitazioni e di riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Invece, se l'intervento di ampliamento viene eseguito, in base al Piano casa, nell'ambito di una ristrutturazione che non comporti la demolizione dell'edificio originario, le agevolazioni spettano solo per le spese riferibili ai lavori sulla porzione preesistente del fabbricato.

I Comuni possono autorizzare l'ampliamento degli edifici a destinazione residenziale fino al 20% del loro volume o della superficie coperta. In caso di demolizione e ricostruzione di edifici abitativi esistenti, tale percentuale può salire fino al 35% se l'intervento prevede l'utilizzo degli strumenti della bioedilizia, cioè l'installazione di impianti ad energie rinnovabili.

Sotto il profilo urbanistico, un intervento è riconducibile fra quelli di ''ristrutturazione edilizia'' nell'ipotesi in cui i lavori comprendano la demolizione e ricostruzione dell'edificio originario, senza aumento di volumetria e sagoma. Invece se i lavori di ricostruzione producono un ampliamento della volumetria e della sagoma del fabbricato, si configura, nel suo complesso, una ''nuova costruzione''.

Per quanto riguarda la detrazione del 55%, l'Agenzia delle Entrate, con la C.M. n.39/E/2010 ha chiarito che:

  • restano esclusi dal beneficio gli interventi di ''riqualificazione energetica globale'', in quanto, per questi, l'agevolazione è subordinata al rispetto di determinati valori limite di fabbisogno di energia primaria annuo, da calcolarsi con riferimento all'intero edificio, comprensivo, quindi, anche della porzione ottenuta dall'ampliamento;
  • invece, sono agevolati gli altri interventi energetici, per i quali la detrazione è subordinata alle caratteristiche tecniche dei singoli elementi costruttivi o dei singoli impianti, fermo restando che qualora, con tali interventi, siano realizzati impianti a servizio dell'intero edificio (compresa anche la parte ampliata), occorre individuare le spese riferibili alla porzione esistente del fabbricato, mediante un criterio di ripartizione proporzionale, basato sulle quote millesimali (cfr. C.M. n.21/E/2010).
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